Alla scoperta dell’impero Khmer

Alla scoperta dell’impero Khmer

Qualche anno fa siamo andati in Cambogia, un viaggio di sette giorni, aggiunto in coda al Vietnam, ma la bellezza e la storia di questo paese valgono da soli il viaggio intercontinentale.

La Cambogia è diventata una meta di viaggio da 20 anni, da quando la guerra civile, che per più di venti anni ha dilaniato il paese, è terminata e, con non poca fatica, i cambogiani sono tornati alla normalità.

I templi, che erano stati chiusi nel periodo del terrore, sono tornati a nuova vita; i monaci hanno iniziato nuovamente a girare per le città con le loro tuniche arancioni e la gente si è lasciata alle spalle l’odio e la sete di vendetta e ha pensato solo a ricostruire il paese e la propria identità.

Alcune zone sono ancora difficilmente raggiungibili poiché mancano le infrastrutture, la rete stradale cambogiana è una delle peggiori al mondo e quindi gli spostamenti non sono facili; inoltre alcune aree sono ancora minate e quindi è pericoloso recarsi nelle zone remote; stanno lavorando sia per migliorare i collegamenti stradali ma soprattutto per sminare il paese, ma sicuramente sono attività che richiederanno molto tempo.

Due solo le mete imperdibili: Angkor e Phnom Penh.

Angkor, l’antica capitale del regno dei Khmer, un complesso di templi di diverse epoche che è stato inglobato dalla foresta ed è stato riportato alla luce nei primi anni del Novecento dai francesi, ci sono centinaia di templi, quelli da non perdere sono:

Angkor Wat, il complesso religioso più grande al mondo, con la luce dell’alba è mistico (leggi qui l’articolo e guarda le foto);

Angkor Thom, l’antica e misteriosa città Khmer (leggi l’articolo e guarda le foto);

Bayon, l’edificio di Angkor Thom più famoso grazie i suoi misteriosi visi scolpiti nella pietra (guarda le foto);

Ta Prohm, ancora parzialmente inglobato dalla foresta, famoso per le piante che lo avviluppano con le loro radici (leggi l’articolo e guarda le foto).

Phnom Penh (leggi l’articolo e guarda le foto), l’attuale capitale della Cambogia, considerata la Perla d’Asia dai tempi del colonialismo francese, ha diverse mete da visitare, quelle da non perdere sono:

Palazzo reale, meraviglioso complesso residenza della famiglia reale (guarda le foto);

Pagoda d’Argento, un capolavoro degli artigiani e una collezione di statue e oggetti sacri dal valore inestimabile;

Museo Nazionale che ospita la più grande collezione di arte Khmer;

Wat Phnom, il tempio simbolo della città.

Un’altra cosa che ci ha conquistato è la cucina cambogiana, speziata e ricca di sapori autentici.

Ci siamo  ripromessi di tornare tra qualche anno quando le infrastrutture e la capacità ricettiva saranno migliorate per visitare anche:

il Nord Est del paese dove la natura è la principale attrattiva e dove vivono tigri, leopardi ed elefanti e dove si possono incontrare le minoranze etniche dei Khmer;

il Nord Ovest invece dove cittadine coloniali decadenti servono come base di partenza per visitare i templi inglobati nella foresta pluviale, questa regione è stata quella più martoriata dalla guerra civile ed è quella che oggi maggiormente soffre il problema delle mine;

e infine il Sud del paese, sulla costa, dove si possono trovare villaggi di pescatori, cittadine coloniali che si stanno risvegliando dopo anni di oblio, foresta, campi coltivati, isole con spiagge incontaminate e un mare cristallino.

La Cambogia è facilmente raggiungibile dall’Europa, molte compagnie volano a Bangkok in Thailandia, e da lì ci sono voli diretti sia per Phnom Penh sia per Siem Reap, cittadina di appoggio per visitare le rovine di Angkor.

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