La città di Khiva in Uzbekistan

La città di Khiva in Uzbekistan

Khiva è una delle città storiche dell’Uzbekistan e si trovava sul percorso della Via della Seta; il suo nome evoca il ricordo di carovane e mercanti che facevano tappa qui durante il loro lungo viaggio dall’Europa alla Cina, attraverso le steppe e il deserto, ricorda anche il mercato degli schiavi, le barbarie delle orde mongole, la dominazione turca e persiana, le tribù di predoni turkmeni e tanto altro ancora.

Oggi Khiva è una piccola città che ha conservato, all’interno delle mura, quello che resta della città vecchia, o Ichon Qala; questa parte è la prediletta dai turisti e, anche se è stata rimaneggiata e ristrutturata, rende molto bene l’idea di come apparisse la città nei secoli passati.

Ichon Qala racchiude al suo interno alcune tra le attrattive più interessanti di tutto l’Uzbekistan, è una città medioevale racchiusa tra le sue mura e che custodisce molte moscheemadrase, palazzimausolei; la vecchia città di Khiva è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1990.

Noi abbiamo trascorso a Khiva in totale due notti; siamo giunti qui con un volo di linea da Tashkent, l’aeroporto che serve Khiva si trova a Urgench, che dista 35 km dalla città.

Siamo arrivati a Khiva la sera e il nostro hotel, il Zukhro Boutique Hotel, si trovava all’interno delle mura della città vecchia; si è rivelato essere un’ottima scelta per due motivi: innanzitutto essere all’interno della città vecchia ha un fascino indescrivibile e tutte le principali cose da vedere sono raggiungibili con una breve camminata; inoltre questo B&B è gestito da una famiglia locale, secondo le loro tradizioni, quindi la sensazione che abbiamo avuto è stata quella di vivere a casa di una famiglia e non in un hotel.

Abbiamo lasciato i nostri bagagli e siamo andati in un ristorante poco lontano dal nostro hotel; si trova proprio dove si trovano i primi edifici storici che visiteremo, per un attimo, anziché cenare, vorremmo iniziare ad esplorare la città, ma realizziamo che il giorno dopo abbiamo tutto il tempo che vogliamo.

L’indomani mattina, dopo una colazione tradizionale uzbeka, siamo pronti per partire all’esplorazione della città; visitiamo tutte le principali attrazioni della città vecchia.

Cosa vedere a Khiva, nella città vecchia

Iniziamo con la visita al Palazzo di Kunya Ark, che è il primo che incontriamo e che era la residenza dei khan di Khiva, prima che questa venne trasferita al Palazzo di Tash Khauli.

Quello che caratterizza questo palazzo e tutti i principali edifici di Khiva, sono le majoliche blu, azzurre e bianche con cui sono state decorate le facciate, le cupole e le pareti delle stanze.

Il Palazzo di Kunya Ark è stato edificato in prossimità delle Mura Cittadine, che sono state edificate con pali di legno, fango e paglia; è possibile salire sulle mura per ammirare tutta la città dall’alto.

Quando usciamo dal Palazzo di Kunya Ark percorriamo una vietta che ci conduce verso uno dei monumenti più conosciuto e fotografato di Khiva: il Minareto di Kalta Minor, che si trova proprio accanto alla Madrassa di Mohammed Amin Khan, che è la madrasa più grande di Khiva e che ora è stata trasformata in un hotel.

Il Minareto di Kalta Minor è in realtà un minareto incompiuto, che avrebbe dovuto raggiungere un’altezza di oltre 70 metri; nonostante non sia mai stato ultimato è bellissimo e unico nel suo genere, la sua superficie è tutta ricoperta da piastrelle colorate, dove predominano il blu e l’azzurro.

Se fosse stato ultimato sarebbe stato il minareto della Madrassa di Mohammed Amin Khan.

Voltiamo le spalle al Minareto di Kalta Minor e seguiamo una delle vie principali di Khiva vecchia; qui si trovano diverse bancarelle che vendono oggetti di artigianato e cappelli di pelo, perfetti per superare le rigide temperature invernali che si registrano da queste parti.

Incontriamo anche un gruppo di donne che stanno ballando in mezzo alla strada; ci fermiamo ad osservarle e loro ci sorridono mentre continuano a danzare una danza che ricorda un po’ la musica persiana e turca ma anche dei Balcani, da ogni cosa in Uzbekistan traspare il meltin pot culturale che c’era qui con la Via della Seta.

Poco dopo troviamo anche alcuni burattinai che fanno danzare le loro marionette al suono incalzante di una musica simile alla danza del ventre; è molto divertente vedere queste manifestazioni spontanee di allegria.

Lungo questa via principale si trova uno dei luoghi che più ci ha incantato di Khiva: la Moschea di Juma o Moschea del Venerdì.

Da fuori l’edificio della Moschea di Juma è anonimo e non sembra nulla di che, ma, una volta superata la porta di legno intagliata, ci si ritrova in un luogo meraviglioso; non avremmo mai potuto sospettarlo dall’esterno: una grande sala della preghiera il cui soffitto è sorretto da più di 200 colonne in legno inciso, ognuna decorata con un disegno o un decoro differente.

Ovunque ci si volte si vedono colonne di legno, per un attimo sembra quasi di essere una foresta; inoltre, nonostante fuori ci siamo turisti, venditori, musica e confusione, qui c’è un silenzio e una quiete incredibili.

Proprio accanto alla Moschea di Juma si trova il Minareto di Juma; non è particolarmente decorato, è costruito in mattoni e ha solo qualche anello di piastrelle azzurre e blu, ma è molto alto ed è visibile da molti punti della città.

Usciamo dalla Moschea di Juma e imbocchiamo la strada che si apre sulla destra e che ci conduce alla Madrassa di Islam Khoja, dove si trova uno dei minareti più belli di tutta la città: il Minareto di Islam Khoja o Islom Hoja.

Ci fermiamo ad ammirare il minareto, è davvero meraviglioso e, la sua forma molto slanciata, lo fa sembrare ancora più alto; è tutto ricoperto da piastrelle di ceramica, scattiamo diverse fotografie.

Nella piazzetta antistante alla Madrassa di Islam Khoja e nelle viette nei dintorni ci sono diverse bancarelle di artigianato, volendo qui si può fare tutto lo shopping che si vuole e i prezzi sono molto bassi.

Da qui proseguiamo e andiamo a visitare il Mausoleo di Pahlavan Mahmud, che in realtà è un complesso che racchiude una serie di edifici.

Il Mausoleo di Pahlavan Mahmud, oltre ad essere il luogo di sepoltura di Pahlavan Mahmud e di alcuni khan, è un luogo di pellegrinaggio per la popolazione locale.

Per entrare all’interno delle varie stanze dell’edificio è necessario togliere le scarpe, come quando si entra in una moschea.

Le pareti sono interamente ricoperte da majoliche blu, azzurre e bianche finemente decorate; sono tra le più belle che si possono ammirare a Khiva.

E’ giunta l’ora di pranzo e andiamo in un ristorante non lontano dalla Moschea di Juma, il Kheivak Restaurant; stiamo fuori in giardino dove si trovano sia tavoli occidentali sia tavoli tradizionali uzbeki; ovviamente ordiniamo piatti tipici, la cucina uzbeka ci piace sempre di più!

Dopo pranzo e dopo il conseguente relax è giunto il momento di ripartire alla scoperta di Khiva.

Ci rechiamo alla Madrassa di Allah Kuli Khan che si trova nella parte orientale della città, in prossimità delle mura di cinta.

La Madrassa di Allah Kuli Khan ha una enorme facciata è finemente decorata con majoliche blu, azzurre e bianche e, all’interno, ha un grande cortile su cui si affacciano i balconi delle celle degli studenti che un tempo studiavano qui.

Scattiamo foto, facciamo un giro e poi usciamo, la nostra visita prosegue.

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Visitiamo il Palazzo di Tash Khauli, che si trova poco distante dalla madrassa.

Il Palazzo di Tash Khauli o Tosh Hovli è diventato la residenza dei governanti di Khiva dopo il Palazzo di Kunya Ark; ha un enorme cortile interno con le pareti ricoperte di majoliche, ai lati ci sono diverse rientranze, anch’esse ricoperte di majoliche, il tetto è sorretto da colonne di legno e i soffitti in legno sono tutti dipinti con colori, a volte, sgargianti.

E’ un palazzo molto ampio, nonostante, rispetto a quando è stato costruito, una parte sia andata distrutta; il palazzo era diviso in due parti: una pubblica a cui poteva accedere la popolazione, gli ospiti e i dignitari in visita e una parte privata riservata alla famiglia del khan, dove si trovava anche l’harem.

Da qui, sempre percorrendo le vie della città vecchia e ammirando diversi edifici, passiamo nuovamente dal Minareto Kalta Minor e raggiungiamo la porta occidentale, che costituisce l’ingresso principale alla città vecchia o Ichon Qala.

Usciamo e ammiriamo le Mura della Città Vecchia che sono imponenti e massicce, anche se, in alcuni punti, sono state ricostruite recentemente.

Torniamo all’interno della città vecchia e ci godiamo la quiete delle stradine pedonali mentre facciamo un po’ di shopping, concludiamo poi la nostra giornata sulla terrazza del Ristorante Terrassa, da cui si vede tutta la città vecchia e da cui ci godiamo un tramonto dai colori caldi.

Khiva ci ha stregato ed emozionato, forse rispetto alle altre città, come Bukhara e Samarcanda, ha edifici un po’ più “modesti”, ma il fatto di aver conservato le mura e la maggior parte degli edifici al suo interno, la rende unica.

KHIVA

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