Un weekend a Treviso, il gioiello nascosto del nordest

Treviso è una città del Veneto molto elegante e che regala angoli insoliti ed atmosfere uniche, conserva ancora le sue vecchie mura e le antiche porte di accesso al centro urbano, inoltre l’acqua ha da sempre un ruolo fondamentale per la città e per la vita dei suoi cittadini.

Anche se Treviso dista pochi chilometri da Venezia troppo spesso viene trascurata dalla maggioranza dei turisti e questo, a nostro parere, è un grave errore; infatti, rispetto alla più famosa Venezia, Treviso, con i suoi canali, i palazzi nobiliari e gli eleganti portici, conserva ancora un’atmosfera autentica e meno da cartolina.

Un weekend a Treviso: cosa vedere

Treviso è una città di modeste dimensioni e molto facile da girare a piedi o in bicicletta; il centro è tranquillo e perdersi senza meta nelle sue viette o lungo i canali è un’esperienza emozionante; è la meta perfetta per un weekend di relax e per scoprire un piccolo tesoro italiano.

La città di Treviso si presenta racchiusa da una cinta muraria massiccia che, in larga gran parte, protegge ancora oggi la città e sulla quale è possibile concedersi una piacevole passeggiata, che regala vedute insolite sulla città.

Da non perdere le tre porte di accesso alla città che, fino agli inizi del XX secolo, erano le uniche vie accesso al centro abitato.

In passato le porte cittadine erano 12 o 13, il numero è incerto, ma oggi ne sono rimaste solamente tre: Porta San Tommaso, Porta Altinia e Porta Santi Quaranta.

Queste tre porte presentano preziosi bassorilievi e sculture, in particolare da notare le raffigurazioni del Leone Alato simbolo di San Marco e della Serenissima Repubblica di Venezia, di cui Treviso rappresentava il baluardo sulla terraferma.

La porta che preferiamo è la cinquecentesca Porta Santi Quaranta poiché è molto scenografica ed è la porta da cui siamo entrati in Treviso per recarci al nostro bed and breakfast il BiancoCigno.

Un’altra zona che ci piace molto di Treviso è L’Isola della Pescheria.

L’Isola della Pescheria deve il suo nome al mercato del pesce che, ogni giorno dal 1850, si tiene qui ogni mattina; l’isola è collegata alla città da due ponti e regala scorci molto belli sul canale e sulle case che si trovano nei dintorni

Poco distante dall’Isola della Pescheria si possono ammirare alcuni vecchi mulini ad acqua che sono ancora in movimento, grazie allo scorrere dell’acqua dei canali; sono molto scenografici e belli da fotografare.

In passato i mulini ad acqua venivano utilizzati per muovere le macine per ottenere la farina che destinata alla città di Venezia; questa produzione ha fatto guadagnare a Treviso l’appellativo di Granaio della Repubblica.

Un altro luogo di Treviso che ci è piaciuto molto è la zona che si estende attorno al Ponte San Francesco, qui, oltre a due bellissimi mulini, si può ammirare un ampio tratto del Cagnan, uno dei canali di Treviso, dove si affacciano bei palazzi e stupendi salici piangenti che si inchinano verso l’acqua.

L’acqua è un elemento fondamentale per la città di Treviso, i canali ed il fiume Sile in passato erano una preziosa via di comunicazione tra Treviso e Venezia, che ha fatto sì che le due città istaurassero uno stretto rapporto commerciale e di scambi.

Una testimonianza del rapporto tra Treviso e Venezia la si può trovare nella zona di Treviso denominata i Buranelli; è chiamata così poiché qui si trovavano i magazzini dei commercianti di Burano, che risalivano il fiume per vendere i loro prodotti.

Un altro scorcio molto caratteristico si ha dal Ponte di Dante dove, come scrive il sommo poeta Dante Alighieri nella Divina Commedia nel Cantico del Paradiso, Sile e Cagnan s’accompagna, ossia dove si incontrano il fiume Sile e il Cagnan Grando.

Il cuore della città è l’elegante e raffinata Piazza dei Signori su cui si affacciano tre meravigliosi edifici simbolo della città: il Palazzo della ragione o dei Trecento e il Palazzo del Podestà, o Palazzo Pretorio, con la sua Torre Civica.

Il Palazzo del Podestà domina una parte della Piazza dei Signori, è un edificio realizzato in mattoni rossi, in origine era un palazzo gotico, ma venne ristrutturato in stile neo-romanico.

Un tempo era l’antica residenza del Podestà che, dopo essere stato eletto, si trasferiva in questo elegante palazzo; la Torre Civica, con i suoi 48 metri, sovrasta il Palazzo del Podestà, è anch’essa realizzata in mattoni rossi, risale al medioevo e presenta delle merlature ghibelline.

Il Palazzo dei Trecento, accanto al Palazzo del Podesta e anch’esso affacciato su Piazza della sIgnoria, è un meraviglioso esempio di architettura romanica, le sue arcate in mattoni rossi e i suoi interni decorati da affreschi duecenteschi lo rendono una delle destinazioni principali di Treviso.

I portici attorno alla piazza ospitano bar e ristoranti e uno spritz in Piazza dei Signori è un must per chi visita Treviso.

Dalla Piazza dei Signori parte la via commerciale più importante della città: Calmaggiore, questa arteria conduce fino alla Piazza del Duomo, collegando così i due centri della città, quello politico e quello religioso.

Calmaggiore è una via molto bella ed elegante, i palazzi che vi si affacciano sono molto antichi e conservano affreschi e lavorazioni in legno molto raffinate; la via è il cuore dello shopping con numerose boutique e negozi.

Nascosta in un piccolo cortile interno in via Calmaggiore si trova una replica della famosa Fontana delle Tette; la fontana raffigura un busto femminile dai cui seni oggi sgorga acqua ma, in passato, dopo l’elezione di nuovo podestà, pare sgorgasse vino per tre giorni, da un seno il vino bianco, dall’altro il vino rosso.

Non lontano da Piazza dei Signori da non perdere la Loggia dei Cavalieri, una struttura ad archi realizzata nel XIII secolo per ospitare nobili e cavalieri che si riunivano qui per discutere e per partecipare alle feste.

Un weekend a Treviso: cosa mangiare

Treviso è la capitale del famoso radicchio ed è anche un’ottima destinazione culinaria, l’offerta di ristoranti è buona e i piatti tipici, molti dei quali a base appunto di radicchio, sono gustosi e ben equilibrati.

Il radicchio tardivo di Treviso IGP è un prodotto delle terre della provincia di Treviso ed è molto interessante scoprire il processo per ottenere questa prelibatezza, ma è anche piacevole scoprire tutte le ricette che si possono realizzare con questo vegetale.

Tutti i ristoranti in città hanno in menù portate con il radicchio tardivo; a noi piace molto il risotto con il radicchio, un grande classico, anche il radicchio saltato in padella o in insalata come contorno è molto gustoso.

Ma noi ci siamo divertire a provare anche gli accostamenti più azzardati e abbiamo scoperto che il radicchio tardivo viene utilizzato anche per preparare i dolci, come la torta al radicchio, il cui sapore è molto particolare ma molto buona.

Ma abbiamo scoperto che uno dei dolci più amati in assoluto in Italia e tra i più conosciuti e amati nel mondo è nato proprio qui a Treviso: sembra infatti che il Tiramisù venne inventato a Treviso alla fine degli anni ‘60.

Un weekend a Treviso: Dove dormire

Per il weekend che abbiamo trascorso a Treviso abbiamo cercato una struttura che fosse nel centro storico, così da abbandonare la macchina e poter esplorare il centro storico a piedi; abbiamo fatto diverse ricerche e poi ci siamo innamorati del B&B BiancoCigno.

Il BiancoCigno è una location molto carina, noi abbiamo alloggiato in un appartamento arredato con cura dalla simpatica proprietaria, Nicoletta, che, oltre ad essere molto gentile ed ospitale, è una ricca fonte di informazioni su Treviso e sui dintorni.

L’appartamento è dotato di tutti i comfort, una camera da letto meravigliosa, un soggiorno con divano per potersi rilassare dopo aver camminato tutto il giorno in città e un comodo tavolo, la cucina, molto bene equipaggiata, è perfetta per cucinare.

Il B&B BiancoCigno si trova in una posizione perfetta per visitare la città, dista infatti pochi minuti a piedi da una delle principali attrazioni della città: l’isola della Pescheria sul Cagnan Grande o canale della Pescheria che a sua volta è un ramo del fiume di risorgiva Botteniga.

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