Nizwa: il Souq, il forte, il mercato del bestiame e i forti di Jabrin e Bahla

[toggles title=”Da sapere” icon=”icon-globe”]Stato: Sultanato dell’Oman

Capitale: Muscat

Lingua: Arabo

Moneta: Omani Rial OMR

Religione: Mussulmana

Compagnia aerea di bandiera: Oman Air[/toggles]

[toggles title=”Quando andare” icon=”icon-certificate”]Il periodo migliore per visitare il paese va da ottobre a marzo quando il clima è più fresco e le temperature vanno dai 10 ai 19 gradi di minima e dai 28 ai 40 gradi di massima.

Il clima è tendenzialmente secco e soleggiato tutto l’anno.

Da evitare i mesi estivi quando le temperature diurne sfiorano i 50 gradi ed il clima è un po’ umido.[/toggles]

[toggles title=”Da portare in valigia” icon=”icon-suitcase”]Creme solari ad alta protezione e occhiali da sole.

Indumenti leggeri, pantaloni lunghi e maglietta a maniche lunghe per visitare le moschee, un foulard per le donne sempre le moschee.

Macchina fotografica con un obiettivo base, 18-90 è perfetto. [/toggles]

[toggles title=”Consigli per la salute” icon=”icon-medkit”]Portatevi i medicinali di prima necessità poiché non è semplice trovarli.

Prestate attenzione all’acqua, sempre meglio evitare di ingerire l’acqua del rubinetto anche se non comporta grandi rischi per la salute come altrove.[/toggles]

Siamo partiti dalle dune di Wahiba (guarda qui la gallery) subito dopo colazione, lungo la hwy che porta a Nizwa, oltre a paesaggi bellissimi e sempre diversi, troviamo a bordo strada la fauna locale: asini e cammelli che non si capisce se sono di qualcuno o se sono allo stato brado; la strada da percorrere non è molta, in più la nostra guida fa i 160 km/h al ritmo del rap arabo, che non è affatto male.

Poco dopo arriviamo a Nizwa ed entrando in città vediamo subito il profilo del forte e della adiacente moschea, entrambi sono color giallo ocra come le montagne che circondano la città.

Come prima cosa andiamo al Souq per un breve giro, avremo tempo dopo o il giorno seguente per lo shopping (scopri cosa comprare in Oman); le merci in vendita sono differenti da quello che abbiamo trovato nel Souq di Muscat; in questa regione producono terracotte e ceramiche e infatti i negozi del Souq sono pieni di vasi, giare, porta candele ecc; la maggior parte sono terracotte grezze, più per un utilizzo quotidiano, però ci sono anche dei pezzi dipinti che sono una buona idea di souvenir.

Entriamo in un negozio che vende argento e khanjar, i tipici pugnali omaniti, sono bellissimi, alcuni sono antichi, altri sono stati prodotti da alcuni artigiani utilizzando le tecniche che vengono utilizzate da secoli.

Assistiamo alla trattativa di acquisto da parte di un turista dell’Arabia Saudita che è alla ricerca di un khanjar da indossare sopra l’abito tradizionale al matrimonio del fratello, abbiamo visto alcuni pugnali bellissimi e ci siamo innamorati: non potevamo uscire da quel negozio senza acquistarne uno.

Nizwa sorge su un crocevia delle antiche rotte carovaniere che provenivano dal deserto e andavo verso il porto; intorno a Nizwa fino a Muscat in epoche passate sono stati edificati molti forti, castelli e torri di avvistamento; se ne contano circa 1.000, molti sono stati restaurati e una ventina sono visitabili; però circa 500 purtroppo sono abbandonati e avrebbero bisogno di un intervento di recupero.

Da qui ci dirigiamo verso il Forte, è poco distante da dove ci troviamo, all’interno le guide turistiche non possono entrare quindi facciamo i biglietti ed entriamo da soli.

Il Forte di Nizwa è forse il più visitato di tutto l’Oman, è stato costruito ispirandosi all’architettura dei forti portoghesi della costa per proteggere la città, le sue mura sono imponenti e nel passato racchiudevano tutto il centro urbano.

Passato il portone d’ingresso accediamo al cortile principale, da qui si ha una prospettiva perfetta per fotografare il forte, inoltre la luce è perfetta e fa risaltare il giallo ocra delle sue pareti.

Nel cortile si sono delle botteghe dove alcuni artigiani realizzano alcuni oggetti utilizzando i metodi di lavorazione di secoli passati; è anche possibile fare acquisti.

Entriamo nel forte da una porta in legno con dagli enormi spuntoni di ferro, come quelle che si vedono spesso in India per proteggere le porte dagli elefanti; nelle sale al piano terra e al primo sono stati raccolti oggetti di uso comune e attrezzi che venivano utilizzati nel passato dagli agricoltori e dagli artigiani; molto interessante perché consente di farsi un’idea abbastanza precisa dello stile di vita, dell’artigianato, dell’abbigliamento e dell’arredamento dell’epoca.

Dal primo piano si accede ad una scala esterna che porta al tetto: è piatto in stile arabo; da qui si ha una vista a 360 gradi su tutta la città e a perdita d’occhio sui dintorni, sulla struttura centrale del forte a forma ovale e sulla vicina moschea che ha una cupola finemente decorata giallo ocra e bianca, purtroppo la moschea non è accessibile ai non mussulmani.

Questa è una posizione perfetta per fare fotografie.

Quando usciamo dal forte la nostra guida ci sta aspettando e ci porta a pranzo da un suo amico che ha un ristorantino, Oneworld, poco lontano dal forte; è una sorta di fastfood omanita che byriani e shawarma (scopri di più sulla cucina omanita) con i tavolini all’aperto sotto alcune piante, da cui si ha una bella vista sulle mura del Souq e sulla facciata della moschea.

Dopopranzo prendiamo la macchina, andiamo a visitare i dintorni di Nizwa, in particolare siamo diretti al forte di Bahla e al castello di Jabrin.

Purtroppo il forte di Bahla, del dodicesimo secolo e Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1987 non è visitabile perché è in corso un opera di recupero e restauro, lo sapevamo, però lo vediamo da fuori: è imponente e al suo interno racchiude un souq e una città con vie strette e tortuose tipiche dell’architettura araba.

Siamo andati su una collina li vicino da dove si ha una vista meravigliosa sul forte di Bahla, sulla città bianca e sui palmeti nei dintorni, con le montagne che fanno da cornice.

Proseguiamo e arriviamo al Castello di Jabrin, a differenza dei forti che venivano costruiti per proteggere la città con le loro mura, i castelli sorgevano in posizioni elevata in punti strategici e, come le torri di avvistamento, servivano per controllare la presenza di nemici e invasori.

Entriamo dal portone d’ingresso e ci troviamo nel cortile principale; c’è una luce calda e meravigliosa che illumina il castello e il suo torrione rotondo.

L‘interno ha una struttura tipicamente araba, c’è un cortile con affacci dalle finestre con graticcio dei piani superiori, sotto a una loggia sono stati raccolti oggetti e suppellettili, in particolare caffettiere arabe, ciotole, piatti di ottone battuti a mano e bauli.

oman nizwa forte (15)

Dal cortile si accede a una stanza che fungeva da magazzino per i datteri, il pavimento è ondulato con una canalina di raccolta, questo aiutava la conservazione di questi frutti così importanti nell’alimentazione nella cultura araba, soprattutto nel periodo del Ramadan.

Nelle varie stanze al primo e al secondo piano sono stati raccolti dei mobili d’epoca e tappeti, alcune sale hanno il soffitto a cassettoni in legno intagliato e dipinto a tinte forti, spesso predomina il rosso; gli interni sono conservati meglio rispetto al forte di Nizwa.

Saliamo in terrazzo sul tetto, anche qui abbiamo una vista a 360 gradi, però intorno, a differenza di Nizwa, si vedono solo qualche casa isolata, campi coltivati e palme.

Rientriamo a Nizwa al tramonto, il nostro hotel è un po’ fuori città ai piedi delle montagne, è l’unico con standard un po’ elevati.

Il mattino seguente è venerdì, e come tutti i venerdì a Nizwa c’è il mercato del bestiame; abbiamo organizzato le date del nostro viaggio in modo da essere qui per vederlo.

Verso le 8,00 andiamo in città, parcheggiamo e ci rechiamo fuori dalle mura, proprio di fronte a uno degli ingressi del Souq.

Vediamo che c’è molta gente, molti pick-up e camion parcheggiati, alcuni stanno scaricando del bestiame, soprattutto capre e qualche mucca.

Arriviamo sotto le mura e vediamo una struttura circolare, rialzata da qualche gradino rispetto al terreno; ci sono molti uomini, che indossano gli abiti tradizionali, seduti sui gradoni o in piedi; stanno aspettando e in un primo momento non capiamo, scopriremo poi che sono i compratori che stanno aspettando di vedere il bestiame per fare acquisti.


Poco più in là infatti vediamo tutte le capre e le mucche che sono state portate al mercato dagli allevatori che sono li in attesa di iniziare.

Ad un certo punto si parte: arriva molta più gente e si mettono in piedi tutto intorno alla struttura rotonda anche loro in attesa, viene lasciato un corridoio tra chi sta seduto e chi invece è in piedi.

Il primo allevatore prende una capra ed inizia a camminare in questo corridoio circolare, dice qualcosa, la nostra guida ci traduce: sta decantando le doti dell’animale e propone un prezzo di acquisto; la logica è a base di asta, chi offre di più si aggiudica la capra.

Uno dopo l’altro gli allevatori fanno il giro con i loro animali, alcuni riescono a vendere altri sono meno fortunati; c’è una luce meravigliosa e  mi sono persa a fotografare sia l’insieme della scena, sia primi piani dei compratori e dei venditori impegnati nella trattativa e anche degli animali in attesa di scoprire il loro destino.

Terminato il mercato delle capre, è iniziato quello delle mucche: il corridoio si allarga per lasciare più spazio, inoltre le mucche sono più pericolose poiché con tutto quel frastuono si potrebbero innervosire.

E’ tutto molto “vero”, non è per nulla turistico, qualche turista come noi c’è, ma sono veramente pochi: una ventina in tutto contro 200 o 300 venditori e compratori che non si curano minimamente di noi.

Facciamo ancora un po’ di foto poi decidiamo di andare a visitare il Souq degli alimentari: qui vengono venduti principalmente frutta e verdura, ma c’è anche un negozio che cucina e vende l’halwa; c’è la coda per comprarne una ciotola, oggi è venerdì ed è giorno di festa e l’halwa non può mancare sulle tavole degli omaniti.

Ci avviciniamo e ci offrono di assaggiarlo, è ancora tiepido, appena fatto: buonissimo anche se un po’ troppo dolce per me, ma le spezie gli conferiscono un sapore particolare.

Gironzoliamo un po’ tra i banchi e facciamo un po’ di foto, ci sono frutti e verdure mai visti, chissà cosa sono; dopo di che usciamo e torniamo al Souq dell’artigianato e facciamo un po’ di shopping: compriamo gioielli di argento meravigliosi e qualche regalo da portare a casa agli amici.

Quando usciamo torniamo al parcheggio del Souq per prendere la macchina, ci sono i compratori del mercato del bestiame che stanno andando via, oramai l’asta è conclusa e la metodologia di trasporto degli animali acquistati attira inevitabilmente la nostra attenzione: c’è chi carica una mucca nel retro del pick-up e chi invece  posiziona una capra sul sedile anteriore della propria auto o chi semplicemente va via in bicicletta con la capra al guinzaglio.

La nostra visita di Nizwa è finita, proseguiremo il nostro viaggio che ci porterà a Wadi Ghul e poi faremo ritorno a Muscat (leggi l’articolo di Muscat e guarda le foto) dove è iniziato questo viaggio meraviglioso.

Guarda le foto di Nizwa

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