La città di Samarcanda in Uzbekistan

La città di Samarcanda in Uzbekistan

Samarcanda è la destinazione clou di un viaggio in Uzbekistan, i meravigliosi edifici che risalgono al periodo Timuride da soli valgono il viaggio stesso.

Noi abbiamo trascorso due giorni a Samarcanda e sono più che sufficienti poiché è vero che, a differenza di Bukharae Khiva, è una città più grande ma tutti i luoghi di maggiore interesse sono tutti raggiungibili in poco tempo.

Tamerlano fece di Samarcanda la capitale del suo immenso impero e lui e i suoi discendenti costruirono molti imponenti e meravigliosi edifici, alcuni dei quali sono visibili ancora oggi.

Ai tempi della Via della Seta Samarcanda era un punto cruciale di passaggio delle carovane e dev’essere sembrata una sorta di miraggio nel deserto per i mercanti che percorrevano migliaia di chilometri dall’Europa, dalla Turchia e dalla Persia fino alla Cina; e ancora oggi è impossibile rimanere impassibili di fronte a tanta meraviglia.

Lontano dai siti turistici più frequentati si trova il centro della Samarcanda moderna; è una città ordinata con parchi ed ampi viali e di chiaro stampo russo.

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Cosa vedere a Samarcanda in Uzbekistan

Samarcanda offre molto ai visitatori e le cose da vedere sono tante.

Il Registan di Samarcanda e le sue Madrase

Il Registan di Samarcanda è indubbiamente il luogo più visitato dai turisti ed è l’immagine che tutti abbiamo in testa quando pensiamo all’Uzbekistan.

Su questa grande piazza si affacciano, su tre dei quattro lati, tre madrase, una più bella dell’altra; noi ci siamo soffermati molto ad ammirarle, sia dentro sia fuori, ma siamo incapaci di scegliere quella che ci ha colpito di più.

Sulla sinistra si trova la Madrasa di Ulug Bek, la più antica delle tre; al centro si trova la Madrasa di Tilla Kari, mentre sulla destra si trova la Madrasa di Sher Dor.

Le facciate delle tre madrase sono meravigliosamente decorate con piastrelle e maioliche azzurre, blu e bianche; sulla Madrasa di Sher Dor si trovano raffigurati anche due felini, un incrocio tra una tigre e un leone, e due cervi, in contrasto con la legge islamica che prevede che vengano disegnati solamente piante, fiori e motivi geometrici.

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Il Registan è spettacolare anche la sera quando viene illuminato con le luci artificiali; una meraviglia da non perdere assolutamente.

Durante la nostra permanenza a Samarcanda siamo tornati più volte qui al Registan, sia di giorno sia di notte per ammirare la bellezza delle sue madrase; hanno un fascino quasi magnetico.

Leggi l’articolo dedicato al Registan di Samarcanda

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Il Complesso di Bibi Khanym a Samarcanda

Dal Registan di Samarcanda un lungo viale pedonale, che si chiama Tashkent, conduce i visitatori ad una delle altre destinazioni imperdibili di Samarcanda: il Complesso di Bibi Khanym.

Il Complesso di Bibi Khanym che vediamo oggi è quello che è sopravvissuto all’opera di distruzione dello Shah Nadir di Persia; in quell’occasione la madrasa venne distrutta mentre la Moschea di Bibi Khanym e il Mausoleo di Bibi Khanym sono giunti fino a noi, anche se danneggiati.

Questo complesso risale al periodo di Tamerlano, una leggenda narra che fu la moglie di Tamerlano a far erigere la moschea come regalo per il marito, ma pare che l’architetto si invaghì di lei e la vicenda terminò in tragedia.

Oggi non è possibile entrare nella moschea poiché l’edificio non è sicuro, ma si può comunque ammirare la sua splendida cupola blu che, al tempo era una delle più grandi al mondo.

Al centro del complesso si trova un giardino ombroso dove si trova un grande leggio di pietra che, un tempo, sorreggeva una antica copia del corano, che ora è custodita a Tashkent; le donne che vogliono avere figli devono passare sotto questo leggio.

Leggi l’articolo dedicato al Complesso di Bibi Khanym di Samarcanda

Il Siab Dekhkan Bazar a Samarcanda

E’ un bazar molto più piccolo rispetto al Chorsu Bazar di Tashkentma si trova proprio accanto al Complesso di Bibi Khanym e quindi vale la pena fare un giro, anche perché i mercati sono sempre affascinanti.

Vendono in prevalenza dolci e pane, scattiamo un po’ di foto mentre le donne ci offrono ogni tipo di dolce, uno in particolare assomiglia molto al torrone morbido e viene fatto in tante varianti; il loro obiettivo è in parte vendere ma anche farci assaggiare le loro specialità.

E’ sempre divertente andare al mercato e alla fine compriamo qualcosa anche solo per l’ospitalità che ci hanno dimostrato.

Prima di proseguire la nostra visita decidiamo di fermarci per il pranzo; il piatto tipico di Samarcanda, anche se lo si trova in tutto il paese, è il plov, un riso che viene cotto in una grande pentola insieme a verdure, carne e uova di quaglia e qualche altro ingrediente che non abbiamo identificato.

Il plov è molto buono e, se troviamo la ricetta, proveremo a farlo anche a casa; la cucina uzbeka è stata una delle sorprese di questo viaggio.

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Le Tombe di Shah-i Zinda a Samarcanda

Dopo pranzo proseguiamo la nostra visita di Samarcanda e ci rechiamo alle Tombe di Shah-i Zinda; si sale una scalinata e, una volta raggiunta la sommità, ci si trova in una via ai cui lati si trovano una serie di mausolei splendidi, tutti finemente decorati con maioliche azzurre, blu e bianche, si dice che siano tra le maioliche più belle di tutto l’Uzbekistan.

Tra le varie tombe merita una particolare attenzione il Mausoleo di Kusam ibn Abbas, il santo patrono di Samarcanda; i fedeli si recano qui in pellegrinaggio mentre noi ammiriamo la splendida cupola decorata.

Questo luogo ci ha davvero colpito poiché non sapevano della sua esistenza prima di recarci a Samarcanda, forse è meno conosciuto del Registan di Samarcandaed è un peccato poiché è altrettanto meritevole di una visita.

Leggi l’articolo dedicato alle Tombe di Shah-i Zinda a Samarcanda

Il Complesso di Gur-i Amir a Samarcanda

Ultima tappa di questa prima giornata a Samarcanda è costituita dal Complesso di Gur-i Amir, dove si trova la tomba di Tamerlano.

In origine Gur-i Amir era una madrasa ma venne trasformata in mausoleo per ospitare un parente di Tamerlano, successivamente l’edificio venne ampliato; qui, oltre allo stesso Tamerlano, sono sepolti altri membri della sua famiglia.

Il portale di questo edificio è molto bello e decorato con piastrelle blu, azzurre e bianche, ma quello che attira maggiormente l’attenzione è la grande cupola che all’esterno è scanalata e finemente decorata in maiolica, mentre all’interno è decorata in bianco, azzurro e oro.

Parte dell’edificio purtroppo è crollato, ma la cupola da sola merita la visita.

Leggi l’articolo dedicato al Complesso di Gur-i Amir a Samarcanda

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La nostra prima giornata a Samarcanda è stata a dir poco stupefacente ma non è ancora finita poiché dopocena torniamo al Registan: le tre madrase illuminate con un gioco di luci colorate sono uno spettacolo senza pari.

Non so dire se il Registan sia più affascinante di giorno o di sera…è spettacolare sempre, impossibile scegliere!

Leggi l’articolo dedicato al Registan di Samarcanda

Il Museo di Afrosiab a Samarcanda

Il giorno seguente abbiamo visitato una serie di destinazioni minori, ma non per questo meno interessanti.

Come prima cosa abbiamo visitato il Museo di Afrosiab, questo era il nome di una fortezza che si trovava in una antica città appena fuori la odierna Samarcanda; gli scavi effettuati dagli archeologici hanno riportato alla luce una serie di oggetti, strumenti, decorazioni e dipinti che ora sono custoditi nel museo.

E’ interessante visitare il museo per scoprire come si viveva in questi luoghi prima delle diverse invasioni e conquiste ad opera dei turchi, dei mongoli e dei persiani.

Leggi l’articolo dedicato al sito archeologico e il Museo di Afrosiab a Samarcanda

L’Osservatorio di Ulug Bek a Samarcanda

Ulug Bek era il nipote di Tamerlano, era appassionato di astronomia e di matematica e fece costruire un osservatorio astronomico qui a Samarcanda che era il più grande del suo tempo.

Sia Ulug Bek sia gli studenti della Madrasa di Ulug Bek di Samarcandasi recavano qui per studiare il cielo e i corpi celesti.

L’osservatorio venne in seguito distrutto e dimenticato e solo recentemente è stato ritrovato da un archeologico russo.

E’ possibile osservare una parte del quadrante astronomico che Ulug Bek utilizzava tutti i giorni per compiere le sue misurazioni, inoltre è presente un piccolo museo che contiene sia oggetti rinvenuti sul luogo sia strumenti, mappe e altro ancora utilizzati in astronomia.

Qui è presente anche una grande statua che ritrae Ulug Bek.

Leggi l’articolo dedicato all’Osservatorio di Ulug Bek a Samarcanda

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La Tomba di Daniyar o San Daniele a Samarcanda

Sempre nella zona di Afrosiab si trova la tomba di San Daniele, o Daniyar; un santo dell’Antico Testamento.

Pare che il corpo del santo venne portato a Samarcanda da Tamerlano di ritorno dalla Persia, ma anche a Susa, città dove Tamerlano prese le reliquie del santo, esiste un mausoleo di San Daniele; non è certo quali siano e dove siano sepolti i veri resti del santo.

Una leggenda vuole che il corpo del santo si allunghi ogni anno, questo spiega perché il sarcofago sia lungo 18 metri.

San Daniele è una figura importante sia per gli ebrei, sia per i cristiani, sia per i mussulmani; molti fedeli di queste tre religioni monoteiste si recano qui in pellegrinaggio.

Si è fatta l’ora del pranzo e, visto che ieri il plov ci è piaciuto molto, decidiamo di fare il bis; andiamo in un altro ristorante, qui a Samarcanda ci sono molti ristoranti che cucinano solo ed esclusivamente il plov.

Stasera abbiamo il treno veloce per Tashkentalle 17,30 quindi, dopo pranzo, abbiamo ancora un po’ di tempo da trascorrere qui a Samarcanda prima di andare in stazione.

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La fabbrica della cartapesta a Samarcanda: Meros Koni Ghil

La nostra guida ci propone di andare a vedere la fabbrica Meros che produce la carta pesta seguendo ancora il metodo tradizionale; questa carta pesta è molto resistente, infatti veniva utilizzata, e talvolta la si usa tutt’ora, per creare le decorazioni delle moschee e delle madrase, quelle che, a un occhio inesperto, sembrano realizzate in gesso o con un altro materiale più solido.

La fabbrica si trova un po’ fuori Samarcanda in un luogo immerso nel verde e molto rilassante; ci sono diversi addetti che sono molto gentili e che ci mostrano tutto il processo di lavorazione, purtroppo non parlano inglese, ma non è un problema perché noi abbiamo la nostra guida che ci traduce tutto.

La materia prima è la corteccia del gelso che viene prima sfilacciata e poi messa a bollire in acqua; successivamente viene pestata grazie a un mortaio azionato da un mulino ad acqua.

Una volta ridotta in poltiglia viene messa in acqua e viene raccolta con una sorta di setaccio che fa percolare l’acqua; a questo punto viene pressata e poi fatta asciugare, infine, grazie all’ausilio di una pietra, il foglio di carta viene levigato, eliminando le impurità.

C’è anche un piccolo negozio dove vendono oggetti realizzati in carta pesta, non c’è molto, ma riusciamo a comprare lo stesso qualcosa.

Terminata la visita abbiamo ancora un po’ di tempo e, anziché andare in stazione in anticipo, decidiamo di andare per l’ultima volta al Registane goderci per l’ultima volta la vista spettacolare delle tre madrase.

Samarcanda è stata la degna conclusione di un viaggio in questo meraviglioso paese che è l’Uzbekistan.

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