La Samarcanda nordorientale: Afrosiab e l’osservatorio di Ulug Bek

La Samarcanda nordorientale: Afrosiab e l’osservatorio di Ulug Bek

Nella zona nord orientale di Samarcanda si trovano due principali destinazioni: i resti di Afrosiab e il relativo Museo di Afrosiab e l’Osservatorio Astronomico di Ulug Bek.

Sono due luoghi meno visitati dai visitatori occidentali, ma sono interessanti per comprendere più a fondo quando la cultura e le scienze fossero molto evolute a Samarcanda nei secoli scorsi.

Il sito archeologico e il Museo di Afrosiab a Samarcanda

A circa a un chilometro a nordest dalla odierna Samarcandasi trova un sito archeologico di circa 2,2 kmq denominato Afrosiab, qui si trovano gli scavi di Marakanda, l’antica Samarcanda.

Marakanda era presente il Forte di Afrosiabe la relativa cittadella; i resti sono ancora presenti, sono stati scavati e studiati dagli archeologi ma, a differenza di altri edifici storici in Uzbekistan, non sono stati ricostruiti.

E’ possibile visitare il sito archeologico, anche se, al momento, è un po’ abbandonato a se stesso ed è frequentato soprattutto dagli archeologi, ma alcuni oggetti che sono stati rinvenuti qui sono esposti nel Museo di Afrosiab.

Il Museo di Afrosiab si trova in una struttura moderna su due piani, qui sono stati raccolti tutti gli oggetti più importanti che sono stati ritrovati nel vicino sito archeologico.

Al piano terra è possibile vedere alcuni panelli murali che risalgono al VII secolo e che raffigurano scene di caccia, una principessa cinese ritratta su una barca, alcuni uomini che cavalcano cavalli e cammelli e che si recano in visita al sovrano; questi dipinti sono la testimonianza che già in quel periodo l’antica Samarcanda era un crocevia dei commerci ed era un luogo cosmopolita.

I colori utilizzati per dipingere questi capolavori furono ricavati da alcune piante e da pietre semipreziose come i lapislazzuli provenienti dall’odierno Afghanistan purtroppo sono stati danneggiati dal trascorrere del tempo.

Al primo piano, recentemente riaperto, di trovano diversi oggetti rinvenuti a Afrosiab appartenenti a diversi periodi storici; qui si trovano anche gli ossari di terracotta lavorati che sono stati rinvenuti e che contenevano ancora alcuni resti, di particolare interesse sono alcuni teschi che hanno una curiosa forma allungata, il motivo è ignoto.

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L’Osservatorio di Ulug Bek a Samarcanda

L’Osservatorio di Ulug Bek che si trova a Samarcanda era, al tempo della sua costruzione, nel medioevo, il più grande osservatorio al mondo; purtroppo rimase abbandonato e in rovina per circa 500 anni prima di essere stato recentemente restaurato.

Fu un archeologo russo che riportò alla luce parte del quadrante astronomico; grazie a questo osservatorio, che era costituito da un edificio di tre piani, Ulug Bek e i suoi discepoli riuscirono a tracciare una mappa astrologica molto dettagliata e precisa con il movimento di 1018 stelle, questo senza l’ausilio di lenti e prima che venisse inventato il telescopio.

Oltre a quello che resta dell’osservatorio è presente anche un piccolo museo che raccoglie oggetti relativi all’astronomia e agli studi di Ulug Bek e dei suoi seguaci.

Qui si trova anche una grande e recente statua di Ulug Bek.

Ulug Bek nacque a Samarcanda nel 1394 ed era il nipote di Tamerlano e, sin da subito, si è dimostrato più interessato alla matematica e alla astronomia piuttosto che a regnare; il suo obiettivo era quello di trasformare la città di Samarcanda in un centro culturale per gli studenti del mondo islamico.

Da giovane ebbe l’occasione di viaggiare sia in Medio Oriente sia in India e conobbe lo sviluppo scientifico di queste regioni ed era determinato a realizzare qualcosa di simile anche a Samarcanda, infatti fece costruire la Madrasa di Ulug Bek nella piazza del Registan e invitò molti matematici e astronomi a studiare qui.

L’osservatorio venne costruito proprio per consentire agli astronomi e a Ulug Bek stesso di poter studiare in modo approfondito il cielo; purtroppo venne distrutto da alcuni fanatici religiosi nel 1449 e venne dimenticato, finchè non venne riportato alla luce nel 1908.

SAMARCANDA - AFROSIAB

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