La favela di Rocinha a Rio de Janeiro

La favela di Rocinha a Rio de Janeiro

Rocinha, a Rio de Janeiro, rappresenta la favela che è nell’immaginario collettivo: un enorme agglomerato disordinato di mattoni e cemento, abbarbicato lungo i colli, o morros, che la sovrastano.

Ma Rocinha scende a valle, fino a dove si trovano i condomini lussuosi del quartiere di São Conrado,che si affacciano sull’Oceano Atlantico; qui, in poche centinaia di metri, si passa dalla povertà della favela alla ricchezza, ma questi sono i contrasti e i paradossi delle città del sudamerica.

Le favelas che, come Rocinha, si sono sviluppate sui pendii dei colli si chiamano “morros”.

Questa favela si trova nella zona meridionale di Rio de Janeiro, che corrisponde alla zona più ricca della città; più precisamente si trova all’uscita delle due gallerie che collegano i ricchi quartieri di Gávea e di Barra da Tijuca alla conca di São Conrado.

Rocinha è talmente vasta che costituisce una zona amministrativa a sé stante, si stima che qui vivano dalle 50.000 alle 60.000 persone; è impossibile vedere l’intera favela da un unico punto, data la sua estensione, molti la ritengono infatti la favela più grande di tutto il continente latino americano.

Le costruzioni nella parte più bassa dell’agglomerato urbano sono costituite da edifici a più piani, la maggior parte dei casi in buono stato; mentre, man mano che si sale verso l’alto dei morros, le case diventano più piccole, spesso costruite solamente in mattoni a vista, fino ad arrivare alla sommità dove si trovano delle vere e proprie catapecchie e baracche.

Rocinha ha tre strade principali che la attraversano; man mano che si sale verso l’alto e che ci si allontana dalle strade principali, le vie si fanno sempre più piccole, fino a diventare dei vicoli, chiamati becos, dove si riesce a passare solamente a piedi.

Per raggiungere la sommità di Rocinha può essere necessario anche più di un’ora e l’unico mezzo in grado di portare le persone più vicino alla loro casa sono i moto-taxi.

Oggi la parte più alta di Rocinha è ancora sotto il controllo dei boss della droga e, siccome in questo momento è in corso una guerra tra bande, è pericoloso per i turisti avventurarsi in quella zona; mentre la zona più bassa della favela è sotto il controllo della polizia e dell’esercito, che qui ha circa 40 stazioni di da qualche anno.

Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, Rocinha nasconde al suo interno molte attività, ad esempio alcune attività produttive o commerciali come i bar, i negozi di abbigliamento, le macellerie, i fruttivendoli, i venditori ambulanti di street food e altro ancora; spesso si tratta di attività “informali” ossia sommerse o non riconosciute ufficialmente, e quindi non inserite nelle statistiche pubbliche, ma che rappresentano l’economia su cui poggia il sostentamento di molte persone.

Negli ultimi anni a Rocinha stanno iniziando a comparire anche attività “regolari” come la filiale del Banco do Brasil, che ha aperto qualche anno fa, o la filiale di qualche catena di fast food.

Inoltre molti hanno capito che i visitatori internazionali sono incuriositi dalla realtà della favela e quindi hanno aperto diverse agenzie che organizzano visite guidate.

A Rocinha però, almeno per quanto riguarda la parte alta della favela, comandano ancora i narcotrafficanti, che, come dei monarchi assoluti, distribuiscono privilegi a chi collabora con loro e protezione alla popolazione.

In cambio di tutto ciò chiedono omertà e sottomissione ai loro ordini.

La polizia non gode di buona fama all’interno della favela a causa delle sparatorie, che sono state ingaggiate negli anni, con le bande criminali; sparatorie dove spesso restano convolti anche ignari passanti.

Purtroppo l’omertà e l’accettazione delle regole dei signori della droga sono la causa della nascita di pregiudizi nei confronti di tutti coloro che abitano a Rocinha e nelle altre favelas di Rio de Janeiro.

Costoro vengono spesso ingiustamente considerati dei nulla facenti, dediti allo spaccio di droga e ai furti, ma la realtà è ben differente: molte persone, tutte le mattine, lasciano la favela e si recano nella parte ricca di Rio de Janeiro a lavorare, come camerieri, cuochi, inservienti, netturbini e tanti altri lavori onesti.

Questa realtà non riguarda solo Rocinha ma anche le altre favelas di Rio de Janeiro, piccole o grandi che siano.

A Rocinha inoltre sono presenti molti progetti culturali creati dai suoi abitanti: dalle botteghe degli artigiani e dei pittori, che poi espongono le proprie opere anche in città, al laboratorio multimediale, alla scuola di samba, che è impegnata a portare avanti la cultura del carnevale, la scuola di teatro, una biblioteca, le radio e le televisioni in cui lavorano alcuni giovani.

Ci sono anche diversi progetti realizzati da alcune onlus, sia locali, sia esterne alla favela.

Rocinha è tutto questo e molto altro ancora, la cosa migliore per scoprirla è visitarla, lasciando a casa i pregiudizi e i preconcetti e cercando di lasciarsi contagiare dalla sua atmosfera e dai suoi abitanti che vi accoglieranno sorridenti.

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