I mille templi di Kyoto

I mille templi di Kyoto

Kyoto è una città del Giappone famosa per il gran numero di templi e per i suoi giardini zen, inserita dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità.

Fortunatamente la città ha subito pochissimi danni durante la seconda guerra mondiale e conserva un patrimonio architettonico incredibile, i suoi magnifici templi sono conservati alla perfezione, i giardini zen sono curati nei minimi particolari e l’atmosfera che si respira è di sacralità e di rilassatezza.

Kyoto ha così tanto da offrire ai viaggiatori che la permanenza in città deve essere ben pianificata per cercare di vedere più luoghi diversi.

Una tappa obbligata, per chi visita Kyoto, è il Padiglione d’Oro o Kinkaku-ji, un tempio zen che ospita al suo interno una pagoda a tre piani, due dei quali rivestiti di foglie d’oro, i riflessi del padiglione nel piccolo lago antistante sono una delle immagini icona della città.

Il tempio Rengeo-in, conosciuto anche come Sanjusangendo, è il tempio in legno più lungo di tutto il Giappone, il lato più lungo del padiglione raggiunge i 120 metri; all’interno della struttura sono custodite ben 1001 statue dorate della divinità della misericordia, un effetto visivo incredibile.

Il tempio Kodai-ji, fondato nel 1606, è assolutamente da non perdere, il tempio buddista, collocato ai piedi delle colline che dominano la città, è avvolto da un’atmosfera mistica, al suo interno custodisce un giardino zen che rappresenta uno degli esempi migliori di architettura paesaggistica.

Questo giardino zen è realizzato con rocce, alberi e un letto di ghiaia che affascina i visitatori che visitano il complesso.

All’interno del Kodai-ji si trovano diversi padiglioni, collegati tra loro da corridoi di legno coperti, quando li si percorre, il pavimento emette un suono simile al canto di un usignolo, questo particolare è stato realizzato appositamente per evitare di essere colti di sorpresa da eventuali ospiti indesiderati.

Nel tempio si trova anche una storica casa del tè dove degustare la bevanda in una sala accogliente che affaccia su un giardino e su un bosco di bambù.

Il quartiere di Gion è una delle zone più tradizionali della città, è famoso per essere il distretto delle geishe e per i suoi edifici in legno.

A Gion le tipiche case di legno, a uno o due piani, sono state trasformate in ristoranti, case del tè, negozi e locali dove vengono rappresentati spettacoli tradizionali interpretati dalle Geiko, ossia la geisha, e dalle maiko, ossia le giovani apprendiste geishe.

Nel quartiere di Gion si trovano anche numerosi riokan, case tipiche in cui poter alloggiare e godere di una autentica atmosfera giapponese, alcune hanno degli onsen privati, sono delle vasche di legno dove ci si immerge in una calda acqua termale e ci si rilassa.

Gli onsen sono diffusi in molte zone del Giappone, un altro luogo dove se ne trovano di autentici sono le Alpi Giapponesi, una meta che visiteremo in un prossimo viaggio.

Pontocho è un’altra zona della città molto carina dove recarsi la sera per cenare, qui l’offerta è incredibilmente varia, ci sono ristoranti per tutti i gusti e con le diverse specialità culinarie di ogni angolo del Giappone.

La zona di Pontocho si trova sulla sponda del fiume che attraversa Kyoto, i locali e i ristoranti hanno spesso terrazze panoramiche sul fiume.

Pontocho ha delle stradine strette che la sera si riempiono di turisti e locali, l’atmosfera è incredibile, dopo il tramonto si accendono infatti centinaia di lanterne rosse che creano un effetto luminoso bellissimo.

Anche i dintorni di Kyoto sono molto interessanti con luoghi imperdibili coma ad esempio la città di Nara, il bosco di bamboo e il santuario di Fushimi Inari Taisha.

Il santuario di Fushimi Inari Taisha è famoso per il lungo sentiero costeggiato da centinaia di torii rossi che si snodano sulla collina, alle spalle del santuario, per circa 4 chilometri.

All’ingresso del complesso sacro è possibile acquistare una sorta di miniatura di un torii rosso e con un pennarello scrivere una sorta di preghiera/richiesta e attaccarlo ad una parete del tempio, ce ne sono migliaia.

Il bosco di bambù è un luogo ovviamente meno sacro ma di altrettanto fascino, si percorre un sentiero immergendosi sempre più nel verde, i fusti del bambù raggiungono l’altezza di una ventina di metri e, alla loro sommità, si piegano formando una specie di galleria sopra il sentiero; anche la luce che filtra tra i fusti sottili crea giochi di luci e ombre fantastici.

 

 

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