Fernando de Noronha un paradiso brasileiro

Fernando de Noronha un paradiso brasileiro

Da sapere

Stato: Repubblica Federale del Brasile

Capitale: Brasilia

Lingua: Portoghese

Moneta: Real

Religione: Cattolica e Protestante

Compagnia aerea di bandiera: Tam

Quando andare

Il periodo migliore va da settembre a dicembre quando il clima è più secco; la stagione piovosa va da febbraio a luglio.

Da portare in valigia

Creme solari, occhiali da sole

Abbigliamento leggero e informale

Macchina fotografica subacquea maschere e boccaglio

Tenete presente che sull’isola è difficile reperire un po’ tutto e quello che si trova è costoso quindi controllate bene in valigia di non aver dimenticato niente.

Fernando de Noronha è un piccolo arcipelago composta da 21 tra isole e isolette al largo dalle coste del Brasile nell’oceano Atlantico a un’ora di volo da Recife, un paradiso incontaminato, lontano da tutto e da tutti.

L’isola principale Ilha de Fernando de Noronha, è l’unica abitata e dove c’è la possibilità di trovare alloggi, non ci sono hotel, ma solo pousade, sia economiche sia più lussuose.

Non è un’isola molto grande, è lunga solo 10 km e larga 3,5 km, è di origine vulcanica e lo si capisce principalmente dalle rocce laviche su qualche spiaggia, inoltre, come tutto il resto dell’arcipelago è la parte emersa di una catena montuosa sottomarina.

Le acque sono cristalline e ricche di vita marina, la vegetazione è tropicale e le spiagge sono selvagge e deserte; è un vero paradiso, uno dei posti più incantevoli di tutto il Brasile.

Però non ingannatevi, non è la classica isola dove si sta in relax al sole o in acqua tutto il tempo, se siete alla ricerca del dolce far nulla non è il posto che fa per voi; qui ci sono molte cose da fare: snorkeling, immersioni, pesca d’altura, trekking, inoltre le spiagge sull’isola sono molte e tutte diverse, alcune sono perfette con la bassa marea, altre invece danno il meglio si sé con l’alta marea, il risultato è che per tutta la giornata si vedono dune buggy, unico mezzo a noleggio insieme alle biciclette,  che corrono avanti e indietro per l’unica strada che attraversa l’isola.

Questa è stata l’ultima tappa di un viaggio meraviglioso in Brasile ed è stata la degna conclusione, abbiamo passato qui 5 giorni, necessari per godersi a pieno l’atmosfera un po’ bohemien e per riuscire a vedere almeno le spiagge principali e viverle a pieno.

Siamo atterrati nel tardo pomeriggio, dal finestrino dell’aereo abbiamo avuto un assaggio del paradiso tropicale che ci aspettava, arrivati in aeroporto abbiamo dovuto pagare un fee per la nostra permanenza sull’isola (45 Real al giorno a testa), inoltre abbiamo dovuto pagare l’ingresso al Parco Marino di Fernando de Noronha (130 Real e vale 10 giorni) che racchiude al suo interno il 70% dell’isola, incluse le spiagge più belle.

Recuperiamo le nostre valigie e usciamo dall’aeroporto, la Posada Ze Maria, dove abbiamo prenotato, ha mandato una macchina a prenderci, meno male perché non ci sono taxi sull’isola, solo auto private e dune buggy a noleggio.

La pousada è in una posizione meravigliosa, adagiata su una collina con vista sulla scenografica Praia da Conceicao e sul Morro do Pico, quello che resta del cono di un  vulcano estinto, è il punto più altro dell’isola.

Ci rilassiamo un po’ in camera poi andiamo in reception per prenotare il dune buggy, maschera e pinne per i prossimi giorni e poi andiamo a cena, 2 volte a settimana qui alla nostra pousada c’è il Festival, un ricchissimo buffet  e sembra sia un’attrazione per tutta l’isola infatti sono arrivate molte persone da altre pousade per cena; Ze Maria quel giorno era andato a pesca, il risultato è stato un sashimi di marlin buonissimo.

Dopo cena siamo usciti in terrazza, che spettacolo, le stelle qui sono meravigliose e tantissime, non ci sono luci intorno a noi e ci godiamo lo spettacolo sopra alle nostre teste.

Nei giorni seguenti, con il nostro dune buggy che abbiamo chiamato Fernandinho, siamo andati in giro per l’isola armati di cartina, orari delle maree, pinne, maschera e boccaglio, hawaianas e macchina fotografica.

L’isola ha in tutto 26 spiagge e sono tutte bellissime, inoltre ci sono punti panoramici e una cittadina, qui di seguito una selezione delle cose da non perdere.

Praia da Atalaia: questa spiaggia si raggiunge percorrendo una strada sterrata e poi un sentiero.

Quando c’è l’alta marea qui si formano delle piscine naturali grazie ad alcune formazioni rocciose di origine vulcanica adagiate lungo la costa, per fare snorkeling è obbligatorio immergersi in acqua con una guida poiché siamo nel parco naturale ed è necessario preservarne l’ecosistema, a tal proposito è proibito l’utilizzo di creme solari; noi abbiamo indossato una maglietta e dei pantaloncini per evitare di scottarci, il sole è molto forte.

Trail da Praia do Sancho a Praia dos Porcos: è un breve percorso con una passerella di legno con una vista a picco su due delle spiagge più belle dell’isola e di tutto il Brasile: Praia do Sancho e Praia dos Porcos; da qui si vedono tutte le nuance dell’oceano che vanno dal blu profondo all’azzurro cristallino e al verde acqua; una vista mozzafiato.

Praia dos Porcos offre uno dei panorami più famosi e conosciuti di Fernando de Noronha, i Dos Irmaos, due faraglioni gemelli, incorniciati dall’azzurro intenso del mare.

Praia do Sancho: non è molto agevole accedere a questa spiaggia, dalla strada, dove c’è anche un piccolo bar, si accede a un punto panoramico in cima alla roccia, e da qui, per scendere al livello del mare, si deve utilizzare una scaletta di ferro ancorata all’interno di un buco scavato nella roccia, dopo di che una serie di scalini scavati nella pietra conducono alla spiaggia.

L’acqua qui è cristallina e lo snorkeling è sensazionale, abbiamo visto tantissimi pesci tropicali, qualche polipo e una murena.

Praia dos Porcos: è raggiungibile dalla vicina Praia da Cacimba do Padre, qui ci sono delle piscine naturali dove fare snorkeling.

Baja do Sueste: uno dei posti più emozionanti dove fare snorkeling, meglio recarsi qui quando c’è l’alta marea poiché è il momento migliore per avvistare le tartarughe, il mio consiglio è di prendere una guida per lo snorkeling perché non è semplice orientarsi e spesso le correnti sono forti e l’acqua non è molto limpida, infatti è obbligatorio il giubbino salvagente che potete trovare direttamente lì alla spiaggia.


Non lontano dalla costa ci sono dei sassi e piccoli canyon rocciosi dove le tartarughe vanno a riposarsi, noi siamo venuti qui più volte solo per vederle, ce ne sono tante, ne abbiamo viste dalle venti alle trenta ogni volta, qualcuna mangia, qualcun’altra nuota ma la maggior parte dorme adagiata sul fondo.

La spiaggia è selvaggia, sassosa e deserta, la parte più a sinistra è vietata ai turisti poiché è dedicata alla ricerca dei biologi della Tamar, la parte centrale è libera ma chi si reca qui solitamente non è interessato alla spiaggia ma solo allo snorkeling e alle tartarughe, c’è un piccolo bar in un angolo con qualche tavolino.

Praia do Leao: questa spiaggia deserta e rocciosa è nella parte di isola esposta all’oceano aperto, qui il mare è sempre mosso, dalla strada si raggiunge un punto panoramico da dove si vede tutta la baia all’interno della quale c’è un’isoletta rocciosa che con un po’ di fantasia assomiglia a un leone marino, da qui il nome della spiaggia.

Lungo la costa ci sono una serie di piscine naturali che si riempiono d’acqua grazie alle onde che si infrangono sulla costa ma a differenza di quelle di Praia da Atalaia, qui è sconsigliato fare il bagno, le onde sono troppo forti.

Praia da Cacimba do Padre: questo è un buon posto per fare snorkeling anche se per entrare in acqua dovrete camminare su delle rocce laviche; una volta in acqua vi dimenticherete la difficoltà delle rocce e vi godrete lo spettacolo della fauna marina, noi oltre a molti pesci, abbiamo visto due tartarughe e una murena coloratissima.

Praia do Bondrò: un posto tranquillo per vedere il tramonto, c’è un chiringuito in una posizione panoranica, è un posto tranquillo dove rilassarsi dopo una giornata passata in giro per l’isola.

Praia do Americano: anche questo è un lookout perfetto per il tramonto.

Praia do Cachorro: spiaggia rocciosa che costituisce un ottimo posto per lo snorkeling, siamo venuti qui un paio di volte e abbiamo visto uno squalo limone, che qui chiamano limao, era anche bello grosso, le murene e un’aragosta.

Praia do Conceicao: spiaggia sabbiosa con grandi scogli, è un posto meraviglioso per vedere il tramonto perché è molto scenografica.

Praia di Mejo: su questa spiaggia non abbiamo trovato mai nessuno, forse perché lo snorkeling non è niente di che, ma è una bella spiaggia di sabbia dorata perfetta per un po’ di relax e per prendere un po di sole e anche, perché no, per un pic nic; l’unico altro essere animato oltre a noi era un cane che giocava a rotolarsi nella sabbia

Buraco da Raquel: qui il paesaggio è brullo e aspro, non ci sono spiagge ma solo rocce laviche, il mare è spesso mosso; sembra di essere su un’altra isola, quando siamo venuti qui il cielo era coperto e questo ha reso il panorama ancora più cupo di quello che sarebbe stato in realtà.

In acqua c’erano dei cormorani che pescavano incuranti del mare.

Qui c’è il Museo do Tubarao, un piccolo museo dedicato agli squali, interessante da vedere se si vuole conoscere qualcosa di più di questi animali; appesi alle pareti ci sono mandibole di squalo bianco e squalo tigre e la punta di un pesce sega, sono di dimensioni impressionanti.

Porto: il porto è piccolo e ospita soprattutto pescherecci e barche per la pesca d’altura, non sembra affatto il porto di un’isola turistica ma di un’isoletta di pescatori.

Vila dos Remedios: questa è l’unica cittadina presente sull’isola, non è altro che un villaggio con strade acciottolate e qualche edificio coloniale conservato più o meno bene.

Merita un giretto soprattutto se volete prendervi una pausa dalle spiagge.

Questa isola ci ha conquistato, la natura qui la fa da padrone sia sulla terra emersa che sott’acqua, anche il meteo è imprevedibile, in una giornata può piovere, uscire il sole e il cielo diventare blu e poi all’improvviso piovere di nuovo e poi ancora il sole; sono i visitatori che devono adattarsi a quest’isola dal forte carattere e non in contrario.

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