Visita alle favelas di Rio de Janeiro

Visita alle favelas di Rio de Janeiro

Durante la nostra permanenza a Rio de Janeiro abbiamo deciso di visitare le favelase abbiamo scelto di affidarci ad una agenzia specializzata, che sostiene diversi progetti per le comunità che vivono nelle favelas.

Abbiamo visitato 2 delle oltre 1000 favelas di Rio de Janeiro: Rocinha e Vila Canoas.

La prima favela che abbiamo visitato è stata Rocinha, che avevamo già visitato in passato, precisamente nel 2007.

Rocinha non solo è la favela più grande di Rio de Janeiro, ma anche dell’intero Brasile; alcuni sostengono che addirittura sia la più estesa di tutto il continente americano.

La nostra guida ci ha raccontato che nella favela di Rocinha, fino al 2008, c’è stata una situazione di stabilità, in quel periodo l’intera favela era controllata e gestita dai boss della droga; dal 2008, con il peggioramento della condizione economica delle persone che la abitano, in conseguenza alla crisi mondiale, e a causa di una guerra tra i cartelli, è iniziato un periodo di instabilità che permane tutt’oggi.

Oggi la parte alta di Rocinha è sotto il controllo dei boss della droga, che sono ancora in guerra tra loro, mentre la parte bassa è controllata dalla polizia, che è entrata a Rocinha qualche anno fa.

Noi abbiamo visitato quest’ultima parte dell’immensa Rocinha; qui non sembra quasi di essere in una favela, ma in un quartiere popolare di una città qualsiasi, ci sono negozi, servizi comunitari, le strade principali sono larghe a sufficienza per consentire alle auto di circolare, mentre nelle vie secondarie riescono ad avventurarsi solamente i motorini e le biciclette.

Mentre salendo verso la parte alta della favela le strade principali progressivamente si riducono di larghezza e diventano sempre più strette; solamente i moto-taxi riescono ad addentrarsi e salire fino alla sommità.

La nostra guida ci invita a non fotografare i moto-taxi e, incuriositi, chiediamo il perché, e la risposta è stata molto semplice: “spesso oltre a effettuare il servizio di moto-taxi, fanno i corrieri e le sentinelle per i boss della droga”; come abbiamo fatto a non pensarci? Ci vengono subito in mente alcune scene delle serie tv Narcos e Gomorra.

Facciamo un giro per le vie della favela, scattiamo qualche fotografia che immortala scene di vita quotidiana, evitando però di infastidire le persone, chiedendo loro il consenso.

Successivamente ci spostiamo con il nostro pulmino e andiamo in un altro punto di Rocinha: lungo la strada principale che sale verso la parte alta della favela.

Ad un certo punto alla nostra destra si apre una vista spettacolare sul Cristo Redentor; scendiamo qui, in prossimità di alcune bancarelle che vendono alcuni oggetti di artigianato, fatti dalle persone che abitano qui a Rocinha.

Una signora dipinge quadri, che ritraggono Rio de Janeiro e le sue favelas, su cd e su vinili, applica anche oggetti per creare l’effetto della tridimensionalità, sono davvero molto belli, impossibile non comprarne uno.

Ci godiamo ancora un po’ la vista da questo punto panoramico e poi procediamo; lasciamo Rocinha e ci dirigiamo verso il quartiere di São Conrado dove si trova la favela di Vila Canoas.

Questa favela si trova nella zona sud di Rio de Janeiro, arrampicata sui pendii dei morros; è molto più piccola di Rocinha, si stima che qui vivano circa 3.000 persone.

Anche il tessuto sociale è differente, qui infatti non è presente il narcotraffico, mentre sono presenti piccole attività come negozi, anche se modesti, spazi per bambini, laboratori di artigiani, internet cafè e boutequim dove si può trovare la cucina tipica popolare brasiliana a prezzi molto economici, come ad esempio riso, fagioli, pesce, carne, verdure fritte e stufate, farina di manioca, pirão, sugo di gamberi, bevendo birra, caipirinha e cachaça.

A pranzo e a cena questi locali si animano ed è divertente fare la conoscenza degli abitanti e dei personaggi che vivono nella favela che si possono incontrare.

Durante i weekend è possibile inoltre sperimentare lo street food, costituito soprattutto dal churrasco; è anche possibile partecipare ad animate feste di strada con musica dal vivo.

Il nostro pulmino ci lascia in prossimità dell’insegna con il nome “Vila Canoas” scritto con le piastrelline colorate, scattiamo un paio di fotografie e poi ci addentriamo nei vicoli.

Nella parte in cui ci troviamo si può solo accedere a piedi, i vicoli sono molto stretti e sono contorti, in salita, in discesa e a volte ci sono qualche scalino o scalinate.

Mentre giriamo per questo labirinto non possiamo non notare quanto siano ammassate le case, qui il sole non arriva mai al livello del terreno e lo si capisce anche dal muschio che cresce su alcuni muri.

La gente che incontriamo sembra felice di vederci, forse hanno piacere che visitiamo la zona in cui vivono; scambiamo 2 parole, parlando di calcio, della nazionale brasiliana e di Zico, con un uomo che gestisce un piccolo bar; è stato un confronto divertente!

Proseguiamo nel nostro giro e notiamo come la gente abbia cercato di abbellire le case dipingendo, se pur in modo elementare, i muri, le scale e le porte; questo li rende più allegri e divertenti.

Visitare le favelas è stata un’esperienza piacevole e interessante, a mio parere necessaria per comprendere e vivere meglio la città di Rio de Janeiro.

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