La depressione della Dancalia

La depressione della Dancalia

In Etiopia si trova un luogo magico e affasciante, è la Depressione della Dancalia o Depressione Afar dal nome della popolazione autoctona che abita questo territorio ostile.

La depressione è caratterizzata da un territorio desertico e salino, ricoperta da materiali vulcanici e circondata da vulcani in parte ancora attivi.

Qui le temperature possono raggiungere punte di 50° C, i torrenti che scendono dall’altopiano si prosciugano velocemente e sono presenti solo poche oasi con palme da dattero alimentate da acque sorgive.

La Dancalia è suddivisa in vari bacini, il Piano del Sale è il più vasto e si trova ad oltre 110 metri sotto il livello del mare.

“Il luogo più crudele sulla faccia della Terra” come viene definito dal National Geographic, è una destinazione che regala paesaggi incredibili, un’esperienza di viaggio fantastica sulle orme dei primi esploratori italiani che giunsero qui negli anni 20 del secolo scorso.

Il vulcano Erta Ale è il vulcano a scudo più attivo dell’omonima catena e contiene due laghi di lava permanenti: un lago di cento metri di diametro molto attivo nel cratere nord ed un lago di 65 metri di diametro, meno attivo, nel cratere centrale.

Raggiungere il bordo del cratere e passare la notte ad ammirare la lava incandescente brillare è una sensazione unica, non ci sono strutture e si campeggia sotto le stelle.

b93f016c-3ac7-48e9-9004-5669c3913b52Il Lago Giulietti, o Lago Afrer, è un bacino vulcanico di acqua salata ed è situato a più di 100 metri sotto il livello del mare, in una delle più profonde depressioni del pianeta, il paesaggio attorno è caratterizzato da immense colate laviche.

Dallol è un luogo unico, pieno di colori accesi e di formazioni saline sempre diverse, sembrano formazioni uscite da un film di fantascienza e a ogni passo si rimane incantati dalle forme e dai colori che la natura regala in questo luogo così inospitale.

Qui si può osservare il processo di estrazione del sale infatti, nonostante le temperature elevatissime, il popolo Afar estrae il sale utilizzando lame affilate che tagliano blocchi di sale di circa sette chili l’una, che verranno poi caricate sui cammelli e portate al mercato a Macallè.

Osservare le carovane del sale muoversi come al rallentatore con sullo sfondo la vastità del deserto è un’immagine iconica di questa terra.

Per maggiori info scriveteci qui.

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