Il fascino senza tempo dell’Havana, la capitale di Cuba

Siamo arrivati all’aeroporto internazionale dell’Havana di sera, eravamo partiti da Milano con una temperatura prossima allo zero ed uscire dall’aeroporto e sentire la calda temperatura tropicale di Cuba è stato un piacere immenso, felici di questa calda accoglienza abbiamo preso un taxi per andare in città.

Il nostro primo impatto con l’Havana è stata l’Havana vecchia, o vieja; il taxi ci ha lasciato all’angolo di piazza San Francesco di Assisi, o plaza San Francisco de Assis, e il tassista ha chiamato un altro tizio, abbiamo capito dopo: buona parte dell’Havana vecchia è isola pedonale, quindi i tassisti arrivano con l’auto fino a dove possono e poi lasciano i passeggeri nelle mani di qualcun altro che li accompagna in hotel potandogli le valigie.

Ci guardiamo in giro e restiamo letteralmente senza parole: edifici coloniali spagnoli meravigliosi, una luce giallognola dell’illuminazione artificiale che riproduce l’effetto delle fiaccole che probabilmente un tempo illuminavano la città, la piazza e i vicoli acciottolati; la sensazione è stata quella di aver fatto un viaggio nel tempo ed essere tornati ai tempi delle colonie quando l’Havana era il porto mercantile più importante della corona spagnola e da dove transitavano tutti i galeoni in viaggio dalle colonie alla Spagna.

E’ in corso un’opera di restauro colossale, iniziata negli anni ’90, per riportare all’antico splendore i palazzi e le chiese coloniali, c’è ancora molto da fare ma buona parte della parte storica della città è stato recuperato e molti hotel sono stati ricavati all’interno di antichi palazzi.

L’atmosfera è assicurata e, anche se talvolta possono non avere tutti i confort di un hotel moderno, rendono il soggiorno più che accogliente solo attraverso la storia che raccontano.

Complessivamente siamo restati all’Havana 6 giorni: abbiamo trascorso qui la prima notte quando siamo arrivati a Cuba, ma siamo ripartiti subito il giorno dopo per il tour dell’isola, 4 giorni alla fine del tour e poi un ultimo giorno al ritorno da Cayo Largo prima di tornare in Italia.

Abbiamo avuto modo di viverla e non solo di visitarla da turisti, è stata un’esperienza indimenticabile, le emozioni che si provano sono intense, i contrasti sono forti e la sensazione è di essere in un posto unico al mondo e fuori dal tempo.

L’Havana vecchia  si estende lungo quello che un tempo era il porto commerciale della corona spagnola, riconvertito oggi nel porto per le navi da crociera, mantenendo però una parte dedicata alle merci, anche se c’è un progetto per riconvertire l’area e spostare il porto commerciale fuori città.

E’ caratterizzata dall’avere quattro piazze, e non un’unica piazza come tipicamente hanno le città spagnole, e ognuna ha una specifica funzione: la più antica Plaza des Armas, o piazza delle armi, aveva una funzione militare, utilizzata per le esercitazioni militari e adiacente alla prima fortezza costruita all’Havana il Castillo de la Real Fuerza; la Plaza de la Catedral, la piazza della Cattedrale della città, che ricopriva un ruolo religioso; la Plaza San Francisco de Assis aperta sul molo di imbarco per i galeoni aveva un ruolo commerciale e per più di un secolo ha ospitato anche un mercato che poi è stato trasferito nella piazza di più recente costruzione proprio per accogliere il mercato: Plaza Vieja, o piazza Vecchia che al tempo della costruzione si chiama Plaza Nueva, o piazza nuova.

Intorno a queste piazze e nelle vie adiacenti, ovunque si guardi, ci sono edifici coloniali in diversi stili architettonici che vanno dal barocco all’art nouveau e al modernismo catalano.

Ma l’Havana non è solo L’Havana vecchia.

Il Malecon, il lungomare di 8 km che collega l’Havana vecchia con gli altri quartieri della città affacciati sul mare, fu costruito nei primi anni del ‘900 e ha un fascino decadente senza pari ed è ricco di suggestioni; qui i lavori di restauro sono iniziati da pochi anni, purtroppo lo stato di alcuni edifici era talmente deteriorato che non ha consentito il recupero, ma nella maggior parte dei casi è in corso un’opera di restauro per riportare il Malecon all’antico splendore con innesti di edifici moderni che creano contrasto ma non stridono nella complessità.

Da qui si gode una vista meravigliosa sul mare e sul Morro costruito su un promontorio di fronte alla città.

I cubani amano passeggiare lungo il Malecon, soprattutto al tramonto, ma è piacevole anche durante la giornata, un altro modo per godersi a pieno l’atmosfera è percorrerlo a bordo di un’auto d’epoca cabrio.

Un suggerimento: prestate attenzione all’acqua del mare, spesso le onde raggiungono il Malecon invadendo anche un paio di corsie della strada, il rischio è di fare una doccia imprevista!

Percorrendo tutto il Malecon si arriva al Vedado, quartiere che ha visto il suo massimo sviluppo nei primi decenni del ‘900 quando l’Havana era meta di vacanza degli statunitensi e luogo di divertimenti e di affari per la mafia italo-americana.

Proseguendo si arriva al Miramar, che in passato era il quartiere delle famiglie benestanti cubane, molte delle quali si erano arricchite grazie alla coltivazione della canna da zucchero, la maggior parte degli edifici sono ville costruite in base al gusto eclettico dei committenti; ora è il quartiere delle ambasciate e inoltre si dice che Fidel Castro e Raul Castro abitino qui da qualche parte ma nessuno sa precisamente dove.

Un edificio che, a mio avviso è aberrante, è l’ambasciata dell’ex Unione Sovietica e ora ambasciata di Russia, è un’enorme struttura di cemento armato con una torre che sembra un mix tra un bunker e una piattaforma per il lancio dei missili, costruita nel periodo “sovietico” di Cuba è davvero un pugno in un occhio.

Alle spalle del Miramar c’è la collina dove sorge l’Università dell’Havana, completamente gratuita per gli studenti cubani e dove vengono a studiare ragazzi da quasi tutto il mondo latino americano.

Proseguendo verso l’interno si incontra la zona che più rappresenta la storia dell’Havana post rivoluzionaria: Plaza de la Revolucion con i suoi simbolismi e i palazzi del potere Castrista.

Infine, ma non ultimo in termini di importanza, l’Havana Centro, la zona costruita tra la fine dell’800 e i primi decenni dell’900 finanziata, come Miramar, dai proventi della canna da zucchero.

Grandi palazzi barocchi e art nouveau, il Capitolio, il parco centrale, il Prado il viale ispirato ai boulevard francesi fanno di questa zona un’area di interesse per chi visita la città ma anche un punto di ritrovo dei cubani; questa è anche la zona dove si concentrano molti hotel storici della città, valida alternativa a quelli in Havana Vecchia.

L’Havana ci ha stregati e ci siamo ripromessi di tornare tra qualche anno sperando che l’evoluzione in corso non faccia svanire quel fascino decadente che ce l’ha fatta amare.

Quando andare: Il clima è tipicamente tropicale.  La stagione migliore è quella secca da fine novembre a metà aprile. La stagione delle piogge va da aprile a inizio novembre.  Da giugno a novembre è la stagione degli uragani.

1 Comment

  • Enrico
    Posted 25 Marzo 2014

    Sei una vera scrittice brava

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