Amburgo, la città anseatica

Amburgo, la città anseatica

Una gita ad Amburgo vi permetterà di scoprire come una città dal prestigioso lontano passato e un declino inesorabile dovuto alla distruzione durante la seconda guerra mondiale (ha subito i bombardamenti degli inglesi nel 1943) e all’isolamento conseguente alla divisione tra Germania dell’Est e dell’Ovest (la cortina di ferro posta a 50 km dalla città, l’ha isolata dal resto della Germania per diversi decenni), abbia saputo reagire e risollevarsi grazie a progetti di riqualificazione molto ambiziosi.

Amburgo faceva parte della Lega Anseatica e fin dall’epoca era un grande snodo portuale per le merci e ancora oggi è uno dei più importanti porti commerciali d’Europa; oggi è una delle città più popolose e ricche di Germania grazie anche al suo fiorente porto commerciale, secondo in Europa solo al porto di Rotterdam.

Ancora oggi il legame di questa città con l’acqua è fortissimo e una delle zone più affascinanti e sorprendenti della città è proprio Speicherstadt, che letteralmente significa “città dei magazzini”, è la zona dei vecchi magazzini costruiti appunto sull’acqua.

Con una superficie di 330.000 mq era il complesso di magazzini più grande del mondo costruito su palafitte; gli edifici hanno 7 o 8 piani e sono in mattoni rossi e in stile gotico, l’architettura tipica delle città della lega anseatica.

Oggi i magazzini sono stati completamente ristrutturati, sono stati collegati da passerelle e ponti sospesi sull’acqua e ospitano loft, uffici e qualche cafè e ristorante; con le loro torrette bizzarre e i frontoni lavorati, perdetevi nei vicoli tortuosi sono un bel posto dove fare quattro passi e scattare qualche fotografia.

Non perdetevi il centro città, ristrutturato e conservato alla perfezione; visitare il Rathaus, il palazzo del Municipio, in stile neorinascimentale in granito ed arenaria che, ancora oggi, è la sede del senato e del parlamento della “città libera e anseatica di Amburgo”

Il municipio si affaccia Rathaus Markt, una enorme piazza rettangolare che viene chiamata anche “piazza rossa” poiché la pavimentazione è fatta con mattoni rossi; è isola pedonale e qui spesso vengono organizzati eventi, soprattutto nel periodo estivo.

Da non perdere la St. Nikolai Kirche, a dire il vero la chiesa neogotica non c’è più, è rimasto solo il campanile, uno dei più alti al mondo: 147 metri di altezza.

Il resto dell’edificio è andato distrutto con i bombardamenti del 1943 ed è stato deciso di conservare e restaurare il campanile a memoria delle distruzioni della guerra, dagli anni ’90 è stato aggiunto un carillon.

Fate un giro senza meta per le vette del centro, scoprirete belle case che un tempo sono appartenute a ricchi mercanti, troverete caffè e ristoranti se volete fare una sosta, oppure recatevi in Jungfernstien se volete fare un po’ di shopping; il nome di questa via significa letteralmente “salita delle zitelle” o “salita delle vergini” poiché la domenica le ragazze non ancora promesse venivano portate a passeggio qui dalla famiglia; oggi come allora è una delle vie più frequentate, non più solo per trovare marito ma anche per dare fondo alla carta di credito.

Un paio di curiosità su Amburgo: la prima è che le auto in città sono tutte nere e non ne abbiamo scoperto il motivo ma sta di fatto che con la nostra auto color argento ci sentivamo un po’ un pesce fuor d’acqua.

Un’altra cosa curiosa è che la parola Hamburger sembra derivare dal nome della città che in tedesco ed in inglese è proprio Hamburg; sotto al Rathaus c’è un ristorante che sostiene di essere lì da secoli e di aver inventato l’hamburger ma che in origine era un po’ diverso da ora: era una polpetta di carne appoggiata su una fetta di pane; se sia tutto vero meno questo non lo sappiamo ma gli attuali hamburger del ristorante sono proprio buoni!

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