Transafricana: fra sabbia e acqua

Transafricana: fra sabbia e acqua

“La Traversata” è il viaggio per eccellenza, andare da un punto a un altro attraversando, e scoprendo, quello che c’è nel mezzo. La Grande Traversata ci ricollega ai grandi viaggiatori,  sin dall’antichità. I tempi di percorrenza e i mezzi di trasporto sono cambiati ma  il concetto di Grande Traversata è rimasto lo stesso da Erodoto a Marco Polo, dai viaggiatori eruditi del mondo Arabo, alle grandi carovane, ai navigatori,  agli esploratori.

La nostra Grande Traversata.

La direzione che abbiamo privilegiato è Nord –Sud, direzione lungo la quale i cambiamenti climatici sono continui e conseguentemente i cambiamenti di tutti gli ambienti sia naturali che umani, in un universo che muta con il mutare della latitudine.

Il continente scelto per questa Grande Traversata è l’Africa che offre un’immensa sfaccettatura di ambienti e culture. La prima parte di questo viaggio sarà  “la traversata delle traversate” quella del deserto del Sahara.

Il Sahara, come l’oceano, è di per se stesso sinonimo di “traversata”.

Il deserto, come il mare, congiunge mondi lontani, nel nostro caso il Maghreb all’Africa Sub Sahariana. Come in mare, nelle grandi distese di sabbia l’uomo non può fermarsi a lungo, per sopravvivere deve raggiungere le oasi, equivalente sahariano delle isole. Per attraversare un oceano, sia di sabbia che d’acqua, la carovana può far conto solo sui propri mezzi e capacità di orientamento.

Nel deserto la percezione del tempo e dello spazio si modificano, e la traversata del Sahara diventa anche un viaggio dentro noi stessi una “traversata delle percezioni”.

Il tempo. La sabbia lascia affiorare reperti di antiche presenze umane, utensili di pietra, cocci di vaso, grafiti. Soli e silenziosi testimoni, di genti che hanno abitato queste distese senza tempo molto prima della desertificazione… Nel Sahara il tempo fluisce come un unità continua e non frazionata: dalle albe che regalano i primi colori alla sabia a quando il sole è allo Zenith ed un riparo diventa un bene supremo, al crepuscolo quando le ombre si allungano e la luce sceme lentamente, lasciando posto alla leggendarie stellate.

Lo spazio del Sahara, il più grande deserto al mondo, fluisce anche lui in modo continuo, senza barriere né divisioni, senza strade ne incroci,  in un continuo di sabbia e roccia che si estende su oltre nove milioni di chilometri.

Il nostro viaggio inizia a Marrakech, città che solo una catena montagnosa separa dal deserto, poi le grandi dune, le piste segrete del Sahara occidentale, il Rio de Oro un mare fra le sabbie, le antiche oasi Mauritane. La traversata è un cambiamento graduale, ma nello stesso tempo totale di paesaggi naturali ed umani… All’orizzonte appariranno le savane,  la prima rada  vegetazione,  i nomadi Peul e lunghe file di zebù, quindi i grandi Baobab ed i primi campi di miglio.  L’echeggiare dei  tam-tam annuncia l’Africa Nera…  vociare di bambini, canti delle donne e serenità, antica, della vita nei villaggi.

La “traversata” continua  e la vegetazione si fa più intensa, la foresta protegge tradizioni iniziatiche segrete. Gli spiriti danzano nelle maschere e i locali scolpiscono statue degli antenati. L’acqua, e non più la sabbia , domina l’ambiente. Il minuscolo e sconosciuto paese della la Guinea Bissau è per quasi un quarto sott’acqua durante le alte maree, per emergere solo a marea bassa, creando la più lunga linea di foresta di mangrovie nel continente, durante le maree l’acqua salata si spinge fino a duecentocinquanta chilometri nell’entroterra.  Un dedalo di canali, foreste e lagune dove le etnie sono rimaste fedeli a se stesse.

La nostra traversata si spingerà “oltre” , fino alle ultime terre, già isolate nell’oceano: l’arcipelago delle Bijagos.

Il periodo privilegiato per questa traversata, che può essere compiuta sia in senso Nord-Sud che in senso Sud-Nord,  è quello delle migrazioni degli uccelli paleoartici che in autunno volano a svernare in Africa e in primavera ritornano verso il nord e l’Europa.

Il nostro itinerario seguirà la falsa riga di queste grandi migrazioni, e la presenza degli uccelli sarà un refrain discreto che accompagnerà l’intero percorso.

La durata della “ Grande Traversata” è di ventotto giorni che possono apparire tanti in un mondo, come il nostro,  sempre più accelerato. Ma questo periodo, come un ciclo lunare, è indispensabile, per compire un viaggio “attraverso” deserto , savana , foreste ed isole. Scopriremo in prima persona climi, microclimi, natura, genti, architetture, arte , musica dei principali habitat d’Africa.

La grande traversata non è un esperienza per “viaggiatori affrettati”. Se non si dispone del tempo sufficiente, piuttosto che accelerarne i ritmi, meglio sceglierne una parte, ed in futuro completare l’esperienza.

 

Alberto Nicheli

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